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La frequenza con cui negli ultimi anni si assiste al moltiplicarsi di iniziative intorno al Paesaggio dimostra che la necessità di comprenderlo non si è ancora esaurita e che la sua complessità richiede di esplorare nuovi metodi di approccio.

 

Quello che proponiamo sono degli incontri, delle conversazioni, della durata di un pomeriggio, con cadenza settimanale o quindicinale.

 

Il tema è il PAESAGGIO, Rurale e Urbano, affrontato da più e diversi punti di vista. Psicologia,  storia dell’arte, estetica, arte contemporanea, filosofia, neuroscienze, musica, antropologia sono solo alcuni dei punti di osservazione dai quali considerare il Paesaggio.
 

Cifra distintiva del ciclo di incontri saranno le contaminazioni e le ibridazioni culturali fra le varie discipline coinvolte


Il 29 maggio 2014, al Caffè Letterario delle Murate, si terrà il primo incontro, dove MultiKulti presenterà l’intero ciclo e si inizierà con l’approfondimento del primo tema.

Vogliamo  proseguire l’attività iniziata con Spaziare01, che abbiamo organizzato a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, dal 21 al 23 di marzo 2014.

 

Nel corso della preparazione e dello svolgimento di Spaziare01 siamo entrati in contatto con varie persone, ed attorno al tema si è coagulato un diffuso interesse: molti gli ambiti disciplinari, consistente la presenza di pubblico, numerosi gli spunti che sono emersi.

 

Lo scopo di questo “viaggio” è quello di riflettere su quanto il Paesaggio, Urbano e Rurale, non solo ci circondi e faccia da sfondo alle nostre esistenze, ma quanto esse ne siano compenetrate, anche sul piano cognitivo, introspettivo – quanto il Paesaggio sia dentro di noi. E prenderne coscienza, conoscerlo e tutelarlo significhi in ultima analisi conoscere e prendersi cura di noi stessi, come individui e come Comunità.
 

Il progetto prevede una serie di incontri sul Paesaggio, da affrontarsi in pomeriggi diversi, ciascuno impostato su di un tema preciso, su un "punto di vista" da cui considereremo il Paesaggio - che sarà quindi il tema generale del percorso, declinato ogni volta su di un tema specifico. Ogni pomeriggio prevedrà, in genere, 4/5 interventi ciascuno.

La multidisciplinarietà è la cifra caratteristica che contraddistingue il progetto.

 

Durante il ciclo di incontri si parlerà di Paesaggio alternando la prospettiva oggettiva, materiale, concreta a quella soggettiva, introspettiva, percettiva.

Parleremo di lessico del Paesaggio, di arte contemporanea, di suoni e musiche, di Paesaggi in movimento.

 

Nell’arco dei lavori sono previsti momenti di dibattito a fine mattinata e a fine pomeriggio, oltre naturalmente ai momenti di incontro delle pause conviviali. E’ durante il confronto ed il dibattito ch egli scambi multidisciplinari si manifestano e c’è modo di indagare in quelle "aree" di contatto e di "sconfinamento" delle varie discipline, che sono la cifra caratteristica del ciclo di incontri.


Questa una bozza dei temi delle giornate:


Prima giornata: La poliglotticità del Paesaggio
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Quali e quanti sono i linguaggi con cui affrontiamo lo studio del Paesaggio? Quale la sintassi, la grammatica? E a monte: perchè è necessario considerare più registri? Da dove discende questa polifonia?
Ne parliamo con il Prof. Bruno Vecchio, la Prof.ssa Daniela Poli, il Prof. Sergio Vitale, la Dott.ssa Maria Cristina Addis

 
Seconda giornata: Le parole del Paesaggio.
Ricognizione delle etimologie delle parole legate al Paesaggio nelle varie lingue. WWW: Wanderer, Wandern, Wanderung, Come le varie culture hanno influenzato la nascita di concetti e di parole sul Paesaggio.

 
Terza giornata: Arte contemporanea nel Paesaggio.
L’Arte contemporanea come esempio per osservare paesaggio e ambiente. Esempi di inserimento di arte nei contesti paesaggistici. Esempi di Land Art.


Quarta giornata: 
Suoni e Musiche del Paesaggio.
Dai Paesaggi sonori alle sonorità del Paesaggio. Il Paesaggio e i territori visti/ascoltati attraverso i suoni che produce; il Paesaggio che musiche e suoni evocano in noi.

 
Quinta giornata: Paesaggi in movimento
Il paesaggio percepibile nel movimento, dai mezzi di trasporto come il treno e l’auto. La rapida successione di immagini, la velocità con la quale la scena visiva si evolve mettendo in rapida contrapposizione paesaggi urbani e rurali, degrado e identità. Il paesaggio, i paesaggi della mobilità veloce e di quella dolce, a piedi o in bicicletta o lungo i tracciati delle reti ferroviarie dismesse.


Sesta giornata:
Oggettività e Soggettività del Paesaggio.
L’intermittenza con la quale è necessario affrontare la questione Paesaggio oscillando fra Empatia ed Astrazione, fra Oggettività e Soggettività.

 
Settima giornata: Pro_gettare nel Paesaggio.
L’approccio alla disciplina della progettazione nel Paesaggio. Casi studio e metodologie. Sensibilità e conoscenza.

 

 














Quali sono i linguaggi del Paesaggio?

Quali sono i linguaggi con i quali il Paesaggio comunica con noi?

E’ il linguaggio del Mito? Quello della ragione? E’ il linguaggio della nostalgia e della memoria? E’ il linguaggio del teatro ?

Qual è il lessico con il quale ci vengono comunicate le emozioni?

Quale è la semiotica del Paesaggio?

 

I luoghi ed i paesaggi parlano attraverso quanto hanno incessantemente registrato, conosciuto e stratificato. Parlano attraverso la condivisione di identità o il riconoscimento e l’interazione con di identità altre.

La comunicazione avviene attraverso la percezione delle relazioni fra i vari segni riconoscibili nella scena visiva del paesaggio.

 

Ma come cambia la percezione di un luogo o di un Paesaggio se in esso scorgiamo un artefatto, un segno contemporaneo opera di un artista oppure se mentre osserviamo ci è dato di ascoltare Bach oppure Wagner?

 

Durante una intervista Josif Brodskij così parla dell’Italia e del Paesaggio:

“Nel passato, nella storia, nella cultura, insomma: nelle profondità del tempo, esiste una specie di macchina filatrice, che imbastisce segni e solchi. A volte si tratta di versi di poesia, di letteratura o magari della facciata di un palazzo, altre volte semplicemente di rughe. L’Italia per me è questo: il luogo che custodisce quella filatrice.

In Italia mi sembra di essere più vicino a quel telaio".

(1. Brodskij, Intervista a Gabriella Caramore, 3° programma radio, Roma 17.1.1993, stampato con il titolo La mia vita è un’astronave, "Micromega" 1996, n. 3, p.160)

 

La mission del progetto Spaziare è quella di esplorare, approfondire, interrogarsi intorno alle tematiche che coinvolgono o potrebbero coinvolgere il Paesaggio. Indagandone il lessico, l’origine delle emozioni che esso suscita, la percezione che si ha di esso.

Spaziare vuole, attraverso eventi ed incontri ripetuti nel tempo e nello spazio, discutere (approfondire i temi della) della percezione e del senso dei luoghi, del senso delle immagini che il Paesaggio ci offre, del senso delle emozioni che nascono di fronte alla immagine scenica del Paesaggio.

E lo vuole fare (desidera farlo) attraverso il contributo di varie discipline, facendole interagire fra di loro in uno stesso luogo, intorno ad uno stesso tavolo e attraverso lo stesso microfono. Come è nello spirito e nella mission della nostra associazione culturale, MultiKulti.

 

Spaziare intende recuperare la pratica dello stare in un paesaggio e in un territorio. Stare per percepire il rumore dell’incessante lavoro del telaio di Brodskij.

 

Perché occuparsi di Paesaggio vuol dire occuparsi anche di noi stessi e lo stare ad ascoltare i suoi echi ci aiuta ad invertire la mutazione antropologica che ci ha disabituato allo Stare.











UNA PREMESSA
La percezione e la conseguente comprensione di ciò che comunemente intendiamo con il termine PAESAGGIO è resa possibile dai meccanismi fisiologici e neurologici del guardare. Quando diciamo vedere dobbiamo tener conto del fatto che l’atto visivo è composto dai numerosi meccanismi di scomposizione e ricomposizione della scena che avvengono nel nostro cervello; quindi ogni visione e percezione ha una base fondamentalmente emotiva e legata alla sfera cognitiva e intellettiva. E’ il nostro cervello che dà significato alle varie ricomposizioni e ricostruzioni.  Pertanto la comprensione intellettiva delle cose non è scindibile dalle condizioni psicologiche e dalla storia culturale di chi guarda.
Il paesaggio, quello toscano in particolare, è “fatto ad arte” nel senso che è un fenomeno artificiale, ed è frutto di stratificazioni culturali che nel corso dei secoli hanno lasciato sul terreno una enorme quantità di segni, ciascuno dei quali è portatore di significati ben precisi. 
Il paesaggio è la parte visibile di un territorio che è fatto di natura, storia e comunità.  Chi vive e abita da generazioni nei nostri luoghi è imbevuto quotidianamente di questi messaggi e il codice per comprenderne il significato viene (o dovrebbe essere) via via assimilato. Un osservatore, un viaggiatore, proveniente da altre culture non possiede (generalmente) i giusti strumenti per capire quello che sta guardando.  Nonostante che il livello culturale medio del viaggiatore straniero che visita il nostro paesaggio sia abbastanza elevato, il breve periodo legato ad un soggiorno, anche se ripetuto nel tempo, non offre le chiavi di lettura ed interpretazione per una maggiore valorizzazione di tutto ciò che compone il paesaggio.


IL PAESAGGIO SENESE
Il "mito" del paesaggio toscano, ed in particolare di quello senese, viene veicolato al viaggiatore straniero attraverso films, libri, pubblicità, immagini, racconti ed assume una connotazione quasi metaforica. Parlando ai sensi senza mediazioni attraverso le suggestioni, esso evoca un complesso di valori positivi, un lifestyle altamente desiderabile fatto di armonia, lentezza, calore. Un luogo tanto fisico quanto spirituale,  dove ciò che è bello è anche ciò che è buono - e viceversa.
Delle terre di Siena si celebrano in particolare  l’equilibrio misurato con cui il paesaggio è stato elaborato (è il caso del Chianti), o l’aspra purezza, la meditativa integrità (le Crete, la Valdorcia).

Ed ecco che taluni elementi del paesaggio divengono simboli del lifestyle di cui si vuole partecipare, sia durante la vacanza, sia, nel ricordo, una volta tornati a casa: i cipressi che accompagnano la strada tortuosa, la casa colonica accarezzata dal tempo, la quercia solitaria nei campi di grano dorati, le crete dalla lividezza cangiante.

Partecipare significa capire, saper leggere, interpretare - significa entrare nelle cose.


LA NOSTRA PROPOSTA
Quello che proponiamo sono dei microseminari sul Paesaggio Toscano, che a noi piace chiamare Talks®, cioè chiacchierate, conversazioni, tenute in lingua inglese e pensate per un pubblico prevalentemente straniero.

Nel corso delle Talks® si illustrano i segni distintivi del nostro paesaggio, in particolare delle Crete e del Chianti, fornendo al visitatore delle chiavi di lettura per la loro interpretazione e comprensione.
Il viaggiatore avrà modo, pertanto, di sentirsi più partecipe di un paesaggio che tanto lo affascina, con un coinvolgimento maggiore e più consapevole.

Le Talks®, che si tengono presso le strutture ricettive interessate al progetto, sono supportate da proiezioni di immagini per una agevole ed immediata comprensione della narrazione.
Si svolgonoo in serata, e la loro durata, è attorno ai 45’-60’, con ampio spazio per domande ed interventi

Ci serviamo della nostra attrezzatura, facilmente trasportabile per un rapido allestimento in qualsiasi luogo, composta da computer portatile, proiettore e schermo.
Per il momento è prevista una sola Talk, in cui si affrontano gli argomenti di seguito descritti. Successivamente, anche sulla scorta dei feedbacks relativi primo ciclo, si potrebbe pensare di suddividere gli argomenti in più Talks®, approfondendone i contenuti.


GLI ARGOMENTI CHE TRATTIAMO
I temi trattati sono quelli che descrivono i caratteri e gli elementi riconoscibili del Paesaggio Toscano. I vari elementi sono inquadrati nel contesto storico e culturale che li ha prodotti.

Si tratta, sinteticamente, di elementi storici, sociali, agricoli,  vegetazionali, architettonici.

_ il sistema mezzadrile attraverso i secoli ed il suo riflesso nel paesaggio, nelle colture, nelle sistemazioni agrarie, nell’architettura.

_elementi del paesaggio storico ed elementi di “lettura” del paesaggio attuale (es. le sistemazioni agrarie; i muretti a secco; i terrazzamenti; le coltivazioni: vite, olivo, seminativi, coltivazioni arboree e le loro "interazioni" - es. vite maritata, paesaggio dell’alberata, seminativo promiscuo,…)

_la vegetazione di pertinenza dell’abitazione rurale: il verde “segnaletico”, produttivo, utilitario, ornamentale

_ la casa colonica toscana e l’edilizia rurale in generale sono fra i principali elementi che compongono il nostro paesaggio. Ne saranno illustrate le caratteristiche principali: sociali, costruttive, tipologiche, inquadrate nel relativo contesto storico. Anche l’edificato con la sua spontaneità e la sua stratificazione è una ricca raccolta di segni i cui significati necessitano di comprensione.

_elementi di architettura religiosa rurale / spontanea